venerdì 20 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA A FRONTE POSSIBILE APERTURA DOMENICALE PAM

La UIL TuCS del Trentino, unico sindacato presente all'interno di PAM, dopo aver incontrato i lavoratori e parlato con l'azienda, ha accolto con favore la decisione della stessa di tenere le serrande abbassante domenica 15 gennaio. La vicenda tuttavia sembra ben lungi dal ritenersi conclusa e, in tal senso, la UIL TuCS ha richiesto in data odierna un incontro urgente a PAM Panorama Spa per chiarire le prossime mosse del gruppo veneto.
Resta da chiarire il conflitto di attribuzione tra la Legge provinciale e quella nazionale in materia di commercio, ed è chiaro che in questa fase il nostro sindacato non può che sostenere le ragioni della Legge Olivi e il percorso di dialogo, per quanto accidentato, avviato negli ultimi mesi, anche per non gettare al vento quanto faticosamente raggiunto nelle trattative con le varie amministrazioni dei Comuni trentini.
L'applicazione del “Decreto Salva Italia” infatti risulta essere evidentemente peggiorativo rispetto alla Legge Olivi prevedendo una liberalizzazione totale delle aperture degli esercizi commerciali, ora liberi di aprire 24 ore su 24 per tutto l'anno, domeniche incluse.
La questione appare di gravità ancora maggiore se si considera l'attacco allo Statuto di autonomia derivato dal voler superare la normativa provinciale in materia di commercio.
A tal fine la Segreteria della UILTuCS andrà a richiedere un ingente incontro alle categorie del commercio di CISL e CGIL volto a fare fronte comune coontro ogni possibile violazione della normativa provinciale vigente.
La UILTuCS, ha già convocato un'assemblea con i lavoratori PAM nella prossima settimana, al fine di poter gestire nel prossimo futuro le prossime scelte aziendali.

mercoledì 4 gennaio 2012

IL PARERE DELLA UILTUCS NAZIONALE SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLE APERTURE DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI

La costante contrazione dei consumi, la preoccupazione per il futuro delle famiglie italiane ed una avviata nuova fase recessiva pesano negativamente sugli effetti della liberalizzazione del commercio.

Dato l’attuale contesto la Uiltucs considera il provvedimento di liberalizzazione totale degli orari commerciali incapace di determinare positivi effetti occupazionali. L’argomentazione utilizzata a sostegno della liberalizzazione che potrebbero aumentare i livelli di servizio e calare i prezzi al consumo è altresì opinabile.

I margini di guadagno della generalità delle imprese commerciali, con particolare riferimento al settore alimentare sono nei fatti ormai inesistenti, anche in ragione degli alti livelli di concorrenza e delle ripetute campagne promozionali atte a fidelizzare consumatori con un potere d’acquisto sempre più debole.

La competizione destinata ad aumentare tra grande distribuzione commerciale, piccolo commercio al dettaglio ed attività di vendita al limite del lecito, determinerà il mero spostamento dei consumi senza il minimo aumento dei fatturati. I maggiori oneri derivanti dall’ampliamento dell’utilizzo delle strutture potrebbero così essere compensati con la diminuzione del costo del lavoro determinando il paradosso dell’ulteriore impoverimento delle retribuzioni dei lavoratori del settore e della contestuale accelerazione di processi di espulsione della manodopera attualmente in cassa integrazione.

Anche volendo differenziare il giudizio in ragione delle diverse località con specifico riferimento alle città d’arte a vocazione turistica annuale, la Uiltucs rileva che sono destinati ad aumentare i disagi delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Se alla tendenza di generalizzare aperture domenicali e festive si dovesse aggiungere anche l’ampliamento dell’orario di apertura giornaliero e settimanale senza assicurare servizi essenziali quali asili nido, tempo pieno nelle scuole e trasporti urbani l’occupazione del settore in prevalenza femminile sarebbe ulteriormente penalizzata.
Una società che non è più in grado di festeggiare con il riposo alcuna ricorrenza laica e religiosa è una società destinata a perdere i valori fondanti della democrazia. Liberalizzazione si, liberalizzazione no sono i termini di uno scontro cieco che non guarda alla realtà dei problemi. Nell’attuale contesto è opportuna una (Il Segretario nazionale UILTuCS Brunetto Boco)

venerdì 23 dicembre 2011

BUONE FESTE

La UILTuCS del Trentino augura a tutti Buon Natale e felice Anno Nuovo.

mercoledì 14 dicembre 2011

Il tribunale reintegra i lavoratori trasferiti: Dussmann non li fa lavorare

Venerdì 21 ottobre 2011 Dussmann Service ha comunicato via telegramma a 4 lavoratori il trasferimento presso i centri ospedalieri di Pordenone e Treviso a far data dal lunedì successivo, 24 ottobre 2011. I lavoratori tutti associati alla UILTuCS si sono immediatamente rivolti alla nostra organizzazione sindacale, che prontamente si è attivata impugnando tali trasferimenti. L'azienda, confermando il loro atto legittimo, ha confermato i trasferimenti presso le nuove sedi. Immediata è stata quindi la risposta dell'Organizzazione Sindacale che, coaudiuvata da un noto studio legale di Trento, ha presentato ricorso presso il Tribunale di Trento, il quale, dopo aver valutato attentamente la situazione, in data 06 dicembre 2011, ha dichiarato che i trasferimenti erano illegittimi, reintegrando i lavoratori nel loro luogo di lavoro e condannando l'azienda al pagamento delle spese processuali.
A tutt'oggi però, Dussmann Service non ha ancora inserito i lavoratori nei loro rispettivi luoghi di lavoro, disconoscendo quanto deciso dalle autorità competenti pur dopo numerosi solleciti
della UILTuCS del Trentino.
Chiediamo pertanto che Dussmann Service recepisca immediatamente quanto stabilito dal giudice, in caso contrario saremo costretti a richiedere l'intervento dell'azienda sanitaria e dell'assessorato competente.

Mauro Baldessari Segreteria Provinciale UILTuCS

venerdì 25 novembre 2011

APERTURE DOMENICALI A TRENTO: SE QUESTA è POLITICA

Solo oggi apprendiamo della delibera del Consiglio comunale di Trento con la quale ieri, in extremis, l'assessore Condini è riuscito a rimediare al mancato recepimento della legge Olivi, decidendo - a tempo di record - di tenere le serrande alzate nella giornata di domenica 27, novembre, addirittura fino alle 22:30. Rammentiamo all'assessore come la legge provinciale obblighi il Consiglio comunale ad aprire un confronto su basi paritarie tra le parti sociali nella definizione delle aperture domenicali. In quest'ottica i pareri del sindacato dovrebbero valere tanto quanto quelli dell'Unione commercio. Sconcerta invece notare come, ancora una volta, i sindacati vengano interpellati dagli organi istituzionali solamente per dare un'apparenza di democraticità a fronte di decisioni invece già prese senza discussione alcuna. Scelte che, in modo alquanto bizzarro, finiscono sempre per dare ragione – più in toto che in parte – ai pareri sempre entusiastici dell'Unione commercio di fronte alla prospettiva di nuove aperture domenicali. Nonostante una composizione politica di maggioranza che si vuole ancora autodefinire di centro sinistra, sono così proprio i lavoratori del commercio a pagare per le decisioni del consiglio comunale di Trento. Lavoratori che si vedono comunicare nella giornata di giovedì l'obbligo di presentarsi al lavoro nella domenica successiva, senza che sia loro chiarito quando e come potranno usufruire del recupero della giornata lavorativa prestata. Una vera e propria umiliazione perpetrata nei confronti dei lavoratori del settore che si dovranno accontentare della maggiorazione migliorativa prevista dalla contrattazione provinciale per l'ultima domenica di novembre e per quelle di dicembre, a fronte di un danno nella gestione dei propri tempi di vita ben maggiore. Condini e il Consiglio comunale di Trento si sono infatti ben guardati, tra l'altro, dall'affrontare l'obbligo di adeguamento dei servizi di conciliazione dei tempi di vita e lavoro previsto dalla Legge Olivi. Alla prova dei fatti, l'amministrazione comunale quindi si è dimostrata del tutto inadeguata nell'affrontare la questione. Come giudicare altrimenti le affermazioni dell'assessore Condini che solo pochi giorni fa dichiarava alla stampa l'impossibilità a recepire la legge Olivi “per “la complessità derivante dal cercare un accordo tra esigenze di sindacati, clientela, commercianti, Confesercenti, Unione commercio”? Più semplice è stato quindi passare oltre ai pareri negativi del sindacato e prendere una decisione che è – di fatto - quella dell'Unione commercio. Non spetterebbe invece alla politica, il difficile e comunque ben remunerato lavoro, di ricerca di una mediazione tra interessi diversi, avendo sempre al centro della propria azione la difesa dell'interesse dei cittadini tutti, lavoratori compresi?

martedì 22 novembre 2011

PERTURE DOMENICALI A TRENTO: CONDINI A LEZIONE DI EUREGIO

Non possiamo che manifestare il nostro sconcerto di fronte alle ultime esternazioni dell'assessore al commercio di Trento Condini che, interpellato dalla giornalista de “L'Adige”, ha dichiarato di non aver potuto recepire la legge Olivi per “la complessità derivante dal cercare un accordo tra esigenze di sindacati, clientela, commercianti, Confesercenti, Unione commercio”. Non spetta forse alla migliore politica cercare la mediazione tra interessi diversi, avendo sempre al centro della propria azione la difesa dell'interesse dei cittadini tutti, lavoratori compresi? Come giudicare il mancato recepimento della legge Olivi e il rifiuto – per eccesso di “complessità” - ad avviare un confronto con le parti sociali, se non come un chiaro esempio della incapacità di prendere decisioni politiche della giunta del Comune di Trento e dell'Assessore Condini stesso? Così facendo, a differenza di altri comuni Trentini, Condini acconsente ad una apertura incondizionata dei negozi nel periodo compreso tra giugno e settembre, aggirando gli obblighi inseriti nella legge Olivi di adeguamento dei servizi all'infanzia per i lavoratori del commercio coinvolti nel lavoro domenicale. In aggiunta la mancata differenziazione per area all'interno del Comune di Trento in merito alle aperture domenicali nel periodo estivo, porterà poi inevitabilmente ad uno spopolamento del centro storico, a favore dei centri commerciali della periferia. A tutto vantaggio quindi degli shopping center e delle multinazionali. Tutto questo in perfetto contrasto con gli ideali professati dal PATT - il suo partito di riferimento - che dichiara nel proprio statuto “il proprio impegno a collaborare con la provincia di Bolzano e con il Tirolo alla costruzione di una euroregione Trentino tirolese capace di rappresentare efficacemente in sede europea i problemi e le esigenze di questo territorio alpino”. Un partito che, evidentemente, si richiama ad una identità tirolese solo negli aspetti più folcloristici, dimenticandosi di prendere ad esempio la politica di Innsbruck, quando questa non prevede aperture domenicali e si mostra quindi assai più attenta alle esigenze della famiglia. Seguendo insomma quella “Weltanschaung cristiana delle genti trentine e alla dottrina sociale della chiesa”, tanto professata dai politici del PATT, quanto scarsamente applicata nella realtà, come testimoniato dalle mancate decisioni di Condini a Trento.
Per questo, la UIL TuCS del Trentino provvederà nelle prossime settimane a mobilitare i lavoratori del commercio e ad organizzare un incontro a Trento con il sindacato tirolese del commercio. Un incontro al quale ci auguriamo vorrà partecipare anche l'Assessore Condini e lo stesso Partito autonomista trentino tirolese, in evidente crisi di idee di fronte alle prospettive future di sviluppo commerciale del nostro territorio provinciale.

mercoledì 5 ottobre 2011

CISALFA : L'IMPEGNO UILTUCS PER UN CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE TRENTINO

La UIL TuCS del Trentino, avendo negli ultimi anni rafforzato e consolidato la propria presenza sindacale all'interno di CISALFA Sport, importante realtà italiana nella vendita di abbiagliamento e attrezzature sportive,  sollecitata dalle proprie rappresentanza sindacali e dalle assemblee con i lavoratori intende intraprendere un percorso inedito in Italia e discutere con l'azienda un contratto integrativo territoriale, ovviamente migliorativo rispetto al nazionale, per tutte le filiali presenti sul territorio trentino. 
Di seguito potrete trovare la piattaforma rivendicativa, concordata con le rappresentanze sindacali, anticipata  a Francesca Cajo di  Cisalfa in occasione di un incontro specifico, svoltosi presso la filiale di Via Brennero (ex Longoni sport) alla presenza dell'RSA Francesco Calzolari. La stessa comunicazione è stata inviata alla ditta con raccomandata in data 4 ottobre.
In attesa del proseguo della trattativa, si invitano i dipendenti a partecipare alla creazione del contratto integrativo aziendale che, tra le altre cose, si impegna a regolare in maniera decisa il lavoro domenicale da un punto di vista normativo e  retributivo per arginare ulteriormente gli effetti negativi derivanti dall'applicazione della Legge Olivi.

"Considerato quanto disposto al Capo II e seguenti del CCNL per i dipendenti da aziende del Terziario, della distribuzione e dei servizi firmato dalla scrivente OO.SS in data 26 febbraio 2011 in materia di contrattazione di secondo livello.

Considerato il radicamento e l'espansione di Cisalfa Sport Spa - avente sede in Via Vaccarezza, 4 a Osio al Serio (Bergamo) – in Provincia di Trento con la presenza di 6 filiali dislocate nelle città di Trento, Rovereto, Pergine Valsugana e Arco.

La UIL TuCS del Trentino, in quanto Organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa in Trentino degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici di Cisalfa Sport Spa, è a richiedere quanto segue:

  1. Istituzione di un premio di produzione aziendale annuale basato sui risultati conseguiti dalla filiale in merito al raggiungimento di parametri di produttività concordati con l'OO.SS.
  2. Aumento delle maggiorazioni previste per la prestazione lavorativa nelle giornate di domenica e festive durante l'intero corso dell'anno
  3. Applicazione dell'integrativo provinciale per il trattamento della malattia e dell'infortunio.
  4. Diritto di astensione dalla prestazione di lavoro domenicale per madri e padri – anche non affidatari – fino all'età di 8 anni.
  5. Obbligo di rotazione tra dipendenti – ferme restando le esenzioni previste al punto 3) - per quanto riguarda la prestazione di lavoro domenicale, nel limiti delle percentuali previste all'art. 141 del CCNL, con obbligo di confronto periodico con le rappresentanze sindacali per valutare il rispetto dell'accordo.
  6. Previsione di un'indennità mensile maggiorata rispetto a quanto previsto dal CCNL in caso di sottoscrizione da parte del lavoratore/lavoratrice di clausole di flessibilità per contratti di lavoro in modalità part time.
  7. Aumento della percentuale di conferma del part time post maternità prevista ex art. 90 del CCNL. Riconoscimento di quanto previsto a livello territoriale in Provincia di Trento per quanto riguarda il trattamento della malattia.
  8. Verifica della modalità di gestione delle ferie e degli orari di lavoro.
  9. Confronto periodico con le rappresentanze sindacali al fine di verificare l'organizzazione del lavoro, il ricorso allo straordinario, l'andamento dei negozi e il rispetto dei punti sopra riportati.


    Matteo Salvetti - Segreteria della UIL TuCS del Trentino - 3466830699